Spesso quando si parla di educatore, si pensa solo ed esclusivamente a coloro che lavorano all’interno degli asili nido, con i bambini quindi da 0 a 3 anni. Sicuramente questa è una tipologia di carriera molto diffusa tra coloro che si laureano in scienze dell’educazione, ma non è di certo l’unica carriera possibile. Coloro che diventano educatori professionali possono anche ambire a lavorare con tutte quelle persone che vivono delle condizioni di svantaggio e di disagio e che hanno bisogno di poter essere reinserite nella società nel miglior modo possibile. Pensiamo a tutti coloro che hanno un grave handicap, alle persone che si trovano dietro alle sbarre di una prigione, a coloro che vivono in una comunità a seguito di dipendenze da droghe e alcol oppure a seguito di situazioni di maltrattamento.

Come è facile capire da questi esempi, si tratta di persone che hanno bisogno di poter ritrovare se stesse, di poter scoprire quali sono le loro abilità e i loro talenti, di scoprire come poterli sfruttare al meglio per poter trovare una professionale adeguata, che permetta di essere parte della società, che permetta di costruirsi un futuro. In molti casi sono anche persone che hanno bisogno di poter scoprire una routine quotidiana sana, semplice, adatta ai loro problemi, che non comporti stress che potrebbe acuirli, persone che hanno bisogno insomma di comprendere come poter diventare sempre più indipendenti.

Educare queste persone per favorire la loro indipendenza e il loro reinserimento all’interno della società è un lavoro davvero molto complesso che di sicuro spreme tutte le energie di un educatore. Non abbiamo alcun dubbio, ogni educatore torna a casa la sera stanco, stressato, con sulle spalle un carico di responsabilità davvero immenso, ma ogni volta che una persona di quelle che segue fa anche il più piccolo progresso, ecco che il suo cuore non può che gonfiarsi di felicità, sentendo di aver fatto qualcosa di davvero molto bello, sentendo di essere riuscito a fare praticamente una vera e propria magia. Sì, anche se si tratta di un lavoro davvero molto complesso e pesante, si tratta anche di un lavoro carico di soddisfazione, che merita quindi assolutamente di essere preso in considerazione da tutti coloro che amano la psicologia e che vogliono poter aiutare gli altri quanto più possibile.

Per diventare educatore professionale per il reinserimento sociale è di fondamentale importanza scegliere una buona scuola superiore di scienze dell’educazione, come la scuola San Giovanni Bosco affiliata alla facoltà di scienze dell’educazione dell’universita salesiana. Questo corso di studi si sviluppa in 3 anni e non prevede solo ed esclusivamente classiche lezioni in aula teoriche, bensì esercitazioni e laboratori che offrono la possibilità di comprendere al meglio i metodi e le tecniche migliori per risolvere ogni possibile situazione e che offrono anche la possibilità di sviluppare le proprie doti comunicative ed empatiche, così necessarie per poter portare avanti questo tipo di mestieri al meglio. Non solo, il corso prevede anche tirocini guidati, che offrono la possibilità agli studenti di mettere in pratico sul campo ciò che hanno avuto la possibilità di scoprire sui libri e in aula, vere e proprie esperienze lavorative che sono come una sorta di inserimento nel mondo dell’educazione, che arricchiscono gli studenti, facendoli appassionare ancora di più al lavoro che hanno scelto.