Sentiamo spesso parlare di un argomento come i cambiamenti climatici, senza però renderci conto di che cosa possano significare veramente.

Le conferenze sul clima a cui partecipano i più grandi capi di stato e di governo (che arrivano nelle inquinanti limousine) non sembrano sortire l’effetto voluto, e a tante persone, alla fine, sembra importare poco del fatto che i ghiacci si sciolgano e che il livello del mare aumenti.

Il motivo principale è che il costo di questi cambiamenti climatici è un po’ come comprare una macchina costosa a rate: non lo si vede subito, ma lo si vede dopo del tempo, che nel caso dei cambiamenti climatici sono molti anni. Insomma, chi si renderà conto dei danni che stiamo facendo oggi saranno i nostri figli, che si troveranno a fronteggiare (anche economicamente) i danni che oggi stiamo creando all’ambiente in cui viviamo.

Secondo uno studio effettuato da un’agenzia ambientalista degli stati uniti, uno studente di oggi perderà, nel corso della sua vita, ben 180.000 dollari di guadagno a causa di questi cambiamenti.

Perché i cambiamenti climatici influiscono sull’economia?

Il motivo principale dell’influenza del clima sul futuro dei ragazzi, che farà aumentare le tasse e di conseguenza diminuirà la ricchezza, sono i danni che i cambiamenti stanno creando in questi anni.

L’inquinamento, ad esempio riduce la produttività agricola e fa sì che alcune colture che in passato crescevano senza problemi oggi ne abbiano (pensiamo alla siccità estiva); i mari stanno cambiando, vengono invasi da nuove specie e questo ha un impatto molto importante sulla pesca; alcuni animali, come i semplici bovini da latte, non producono se la temperatura è troppo alta, e si hanno perdite considerevoli.

Un primo costo da pagare, quindi, sarà l’aumento dei prezzi delle materie prime, che limiterà una delle attività più importanti per la vita umana come il nutrirsi.

Ma ovviamente il problema non si limita a questo: l’innalzamento del mare, in alcuni casi, ha già sommerso alcune isole intere ed è destinato a farne scomparire altre, facendo scomparire completamente dei sistemi economici il cui costo graverà su tutti gli altri.

In Groenlandia, poi, lo scioglimento dei ghiacci sta portando alla scoperta di depositi nucleari della seconda guerra mondiale che dovevano rimanere “sepolti per sempre”, cosa che i cambiamenti non hanno permesso; se emergessero, le scorie potrebbero raggiungere attraverso i fiumi il Canada e il mare che lo circonda, divenendo pericolosi per tutti i cittadini, per un costo di bonifica che i ragazzi saranno chiamati a pagare, nel corso della loro vita.

Spesso, insomma, non ci rendiamo conto dei danni che noi stessi stiamo causando all’ambiente che ci circonda.

Purtroppo, per fare qualcosa devono sia agire i più grandi, coloro che controllano (ad esempio, investendo nelle energie pulite) ma dall’altro lato sono proprio i giovani, la generazione millennial, che deve essere istruita a vedere la lotta al cambiamento climatico come una delle priorità che deve guidare, più di ogni altra, la loro vita.

Perché le basi ci sarebbero (già l’utilizzo continuo della rete fa risparmiare molta energia, pensiamo solamente agli spostamenti che non devono essere effettuati per merito della comunicazione praticamente continua tra le persone) ma ciò che stiamo facendo non basta, specialmente a fronte di alcuni paesi che non hanno rispetto per questo problema come quelli in via di sviluppo.

Un problema molto più consistente di quanto potrebbe sembrare, a cui non viene dato il giusto peso. Peso di cui, purtroppo, si renderanno conto i giovani solamente tra qualche anno. Quando potrebbe essere troppo tardi.

A cura della redazione di Millennials Magazine.