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I consumatori odierni sono cresciuti in mezzo alle promozioni. Post sponsorizzati, banner pubblicitari: li riconoscono a colpo d’occhio. Sono praticamente finiti gli anni in cui le pubblicità ammiccanti sortivano grandissimo effetto sugli utenti comuni. Adesso quegli stessi occhi sono più disincantati, come se, a forza di scontrarsi giorno dopo giorno contro quel tipo di promozione, il consumatore medio avesse iniziato a produrre degli appositi anticorpi. Sono questi i principali motivi per cui le ormai classiche – di già! – strategie di marketing digitale non colgono più il segno quanto invece dovrebbero fare.

Prima ancora dei consumatori, in realtà, è stato il mondo digitale a cambiare. O forse è il contrario: è un po’ il solito enigma dell’uovo e della gallina. Fatto sta che oggi l’esperienza in rete delle persone si è trasferita per lo più sui social media. Il mondo digitale stesso è diventato così molto più social, e al marketing non è restato che adeguarsi a questo cambiamento: gli utenti del web, ora, pretendono che le aziende parlino con loro, allo stesso livello, e non a loro, dall’alto verso il basso. Per sfruttare al meglio questo nuovo tipo di comunicazione, dunque, il marketing ha introdotto un po’ di soppiatto la figura degli ‘influenzatori di professione’, persone in grado di accrescere la visibilità e quindi il fatturato di un’azienda grazie, per l’appunto, alla loro influenza sugli altri utenti.

Il presente e il futuro immediato del marketing è dunque rappresentato dal passaparola elevato ad arte, ovvero dall’influencer marketing. Come ha spiegato Kyle Wong su Forbes, «il passaparola è in grado di generare più del doppio dei risultati dell’advertising a pagamento, e i suoi consumatori hanno un tasso di ritenzione superiore al 37%». Negli Stati Uniti l’influencer marketing è già consolidatissimo, mentre in Italia la moda sta scoppiando adesso. Se dunque fino a qualche anno fa i brand più potenti del mondo erano a caccia di blogger, adesso invece sono alla ricerca disperata di influencer, tendenzialmente giornalisti, esperti in un dato argomento, o più semplicemente blogger molto acclamati. L’importante è che questa figura abbia un enorme numero di fan e di visualizzazioni, e che abbia costruito un rapporto di fiducia con il proprio pubblico.

La redditività dell’influencer marketing è ormai fuori discussione: come detto, ad oggi, i consumatori si fidano molto più delle raccomandazioni di altre persone più o meno disinteressate, rispetto alle pubblicità standard. C’è poi da aggiungere che, rispetto alle campagne promozionali classiche – online, ma anche via televisione e stampa – i prezzi di questo nuovo tipo di marketing sono davvero competitivi.

Articolo scritto in collaborazione con Business4People